FIVET a maternità condivisa
Che cos’è la FIVET a maternità condivisa?
Il trattamento di FIVET a maternità condivisa prevede che una coppia di donne dello stesso sesso decida di sottoporsi a un progetto genitoriale comune, in cui una delle due partner fornisce i propri ovuli e l’altra partner si fa impiantare un embrione nel suo utero e porta in grembo la gravidanza. In questo modo, la maternità sarebbe condivisa, poiché una partner fornisce un legame genetico, mentre l’altra porterebbe il bambino per tutta la durata della gravidanza e anche lo partorisce. In seguito, entrambe le madri fungerebbero da madri sociali dei figli nati.
Perché le coppie omosessuali scelgono la FIVET a maternità condivisa?
La motivazione principale per scegliere questa opzione è legata al fatto che le coppie omosessuali femminili hanno una possibilità unica di portare in grembo un bambino creato dall’ovulo del proprio partner (anche utilizzando seme donato). Rispetto alle opzioni terapeutiche più semplici (come l’inseminazione intrauterina con donatore), in cui la madre genetica e gestazionale è la stessa persona (e l’altra partner femminile può avere “solo” il ruolo di madre sociale), questa opzione consente una vera condivisione della maternità fin dalle prime fasi del concepimento e della gravidanza. Per quelle coppie in cui vi sono indicazioni mediche (problemi di qualità ovocitaria o fattore uterino) questo trattamento consente di “aiutarsi a vicenda” e di evitare la donazione di ovociti o la maternità surrogata che entrambi coinvolgono una terza persona.
Qual è il processo di FIVET a maternità condivisa?
Per la partner che fornisce i propri ovuli, il processo prevede una stimolazione ovarica di 10-12 giorni con iniezioni sottocutanee e monitoraggio ecografico seriale che finisce con il prelievo ovocitario, una breve procedura di 10 minuti eseguita in sedazione. Successivamente, gli ovuli prelevati vengono fecondati con il seme di donatore nel laboratorio di embriologia e coltivati fino allo stadio di embrione di 5-6 giorni, chiamato blastocisti. La partner che porterà avanti la gravidanza deve sottoporsi a una preparazione endometriale di circa 3 settimane con ormoni estrogeni/progesterone o su un ciclo naturale monitorato che finisce con l’impianto di un singolo embrione fresco o congelato (a seconda che si scelga un approccio sincronizzato o non sincronizzato).
Quali sono i possibili scenari di trattamento?
I due principali scenari di trattamento sono l’approccio sincronizzato e non sincronizzato. Con l’approccio sincronizzato, la donatrice e la ricevente seguono contemporaneamente i suoi rispettivi trattamenti (la stimolazione ovarica e la preparazione endometriale). Il vantaggio è che non c’è ritardo nell’impianto dell’embrione, ma dal punto di vista logistico potrebbe essere più impegnativo perché entrambi i partner si sottopongono al trattamento nello stesso tempo. Invece con l’approccio non sincronizzato, prima si completano la stimolazione ovarica, il prelievo ovocitario e il processo di fecondazione e gli embrioni risultanti vengono congelati. Successivamente, una volta che la partner chi fornisce gli ovuli si è completamente ristabilita, la partner ricettrice inizierà la sua parte del processo, sottoponendosi alla preparazione endometriale e al transfert di embrioni congelati. Il vantaggio è che entrambi i partner possono sostenersi a vicenda più facilmente, dato che solo uno dei due è in trattamento alla volta.
Quali sono i percentuali di successo?
Le percentuali di successo sono individuali per ogni coppia e dipendono da fattori come la qualità ovocitaria (principalmente dipendendo dall’età della donatrice) e i fattori uterini delal partner ricettrice (lo stato dell’utero e dell’endometrio). In generale, per le coppie di meno di 35 anni i tassi di gravidanza sono eccellenti e possono raggiungere fino a 65% per transfert effettuato.
La FIVET a maternità condivisa è un trattamento sicuro?
Così come la FIVET in generale, anche quella a maternità condivisa è considerata sicura. Per il partner che si sottopone alla stimolazione ovarica, il rischio di sindrome da iperstimolazione ovarica può essere ampiamente evitato utilizzando i moderni protocolli di stimolazione e il rischio chirurgico di prelievo di ovociti è minimo (<0,5%). Per il partner ricettrice si raccomanda di routine l’impianto di un singolo embrione per ridurre il rischio di gravidanza multipla. Il rischio di complicazioni gravidiche non è sostanzialmente superiore a quello di qualsiasi altra paziente che si sottopone a una FIVET.
Il trattamento di FIVET a maternità condivisa è consentito in tutti i Paesi europei?
Il trattamento di FIVET con maternità condivisa non è consentito o non è praticato di routine in tutti i Paesi europei (o in altri Paesi del mondo). In generale, tende a essere consentito nei Paesi con una legislazione meno restrittiva in materia di PMA e dove i pazienti LBTQ non sono discriminati. In Europa, per la prima volta è stata descritta in Spagna (2010) ed è praticata di routine nel Regno Unito e in Belgio. Tuttavia, potrebbe non essere un trattamento abituale in altri Paesi, anche in quelli dove non esiste un divieto esplicito di eseguire questo trattamento.
Il trattamento di FIVET a maternità condivisa può essere eseguito all’estero?
Per le coppie che desiderano sottoporsi a una FIVET a maternità condivisa dall’estero, i passi iniziali consistono nel prenotare una consulenza medica online e nell’eseguire gli esami necessari nel loro Paese di residenza (esami di sangue ed ecografie). Successivamente, in un momento conveniente per loro, possono programmare l’inizio del trattamento all’estero e recarsi in clinica per la stimolazione ovarica, il prelievo ovocitario e il transfert embrionario. La gravidanza che ne deriva viene seguita nel loro Paese di residenza.
Ci sono considerazioni legali o etiche legate alla FIVET a maternità condivisa?
In Spagna e in alcuni altri Paesi, per sottoporsi a un trattamento di FIVET a maternità condivisa le coppie dello stesso sesso devono essere sposate o vivere in un’unione registrata (è necessario fornire una prova documentata prima di iniziare il trattamento). A seconda della legislazione del Paese, entrambe le partner possono essere riconosciute come genitori legali, ma in alcuni Paesi solo la madre naturale è riconosciuta come tale, mentre la madre genetica deve intraprendere ulteriori procedimenti legali (questo potrebbe diventare molto importante in caso di una separazione o divorzio).
Esistono studi di follow-up sul trattamento sulla FIVET a maternità condivisa?
Sebbene sia stata descritta per la prima volta in Spagna nel 2010, vi è ancora una relativa scarsità di studi scientifici sugli esiti della FIVET a maternità condivisa. Una metanalisi recente analizzando i rapporti provenienti da Spagna, Regno Unito e Stati Uniti ha mostrato risultati incoraggianti dopo oltre un decennio di esperienza con questo trattamento.

